VAldobbiadene - Meeting Giovanissimi 2020

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Valdobbiadene

Valdobbiadene deve, con ogni  probabilità, il suo nome al Piave, o meglio al fatto di essere  localizzata fra i due rami in cui, anticamente, si divideva il fiume,  come lascia intendere il toponimo “Duplavilis”. Le prime tracce delle  sue origini risalgono all’età “Musteriana”, ma la notorietà storica  della città è legata alla figura di S. Venanzio Fortunato, vescovo di  Poitiers, illustre agiografo della tarda latinità, che qui ebbe i  natali.
Il Duomo fu costruito  originariamente a tre navate, ma fra il XV ed il XVIII secolo subì  alcuni radicali restauri che gli conferirono l’attuale linea in stile  neoclassico. A lavorarvi furono principalmente gli architetti Bernardo  Salomoni e successivamente Giuseppe Segusini. Il portale d’ingresso è  preceduto da un pronao tetrastilo di ordine dorico che immette in una  sala a navata unica. L’edificio venne distrutto dai bombardamenti della  Grande Guerra e successivamente fu ricostruito e rinforzato nelle  strutture portanti. In esso sono custodite preziose opere di artisti del  calibro di Francesco da Conegliano, detto il Beccaruzzi, di Paris  Bordon e di Palma il Giovane.
Il campanile,  progettato dall’architetto Francesco Maria Preti di Castelfranco, fu  costruito tra il 1743 e il 1767. La bella cuspide a bulbo invece risale  al 1810.
Anch’esso, come il Duomo, subì gravi danni durante il primo conflitto  mondiale e venne restaurato negli anni successivi, oggi è considerato il  simbolo di Valdobbiadene. A causa dei bombardamenti venne distrutta  anche l’affascinante meridiana che venne realizzata dal sacerdote  Giovanni Follador nella prima metà del XIX secolo. Oggi, dopo un attento  restauro, essa, con il suo calendario zodiacale solare, decora  nuovamente il lato sud.

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Agli inizi del Duecento venne eretta una piccola chiesa dedicata a San Gregorio Magno,  papa e dottore della Chiesa. Dapprima si stabilì la Confraternita di  Santa Maria poi, nel 1601 vi si insediarono i frati Cappuccini che un  paio d’anni dopo costruirono la nuova chiesa. Dopo la soppressione nel  1769 il convento passò in mano a privati per divenire infine proprietà  della Parrocchia. Del complesso, finemente restaurato nel 2001, restano  solo alcune arcate del chiostro e l’antico pozzo. Inoltre lungo i muri  perimetrali sono state riportate alla luce alcune croci del Settecento e  una bella meridiana. Unico edificio seicentesco del territorio  valdobbiadenese stupisce ancora oggi i visitatori per la sua composta  bellezza. Per la sua ottima acustica la chiesa viene spesso usata come  auditorium per conferenze e concerti.
Del santuario dedicato a San Floriano,  situato sulla cima dell’omonimo colle, se ne ha già notizia in un  testamento del 1424. Nel corso dei secoli fu più volte ricostruito e  ampliato e completato con il campanile-faro costruito nel 1802.
Anche questo piccolo oratorio subì gravi danni durante i bombardamenti  bellici degli anni 1917-18 e successivamente venne ricostruito, ampliato  e dotato del piazzale antistante dal quale si può ammirare il panorama  della vallata di Valdobbiadene.
San Floriano è raggiungibile a piedi da piazza Marconi proseguendo per  via Roma, via San Martino e quindi via San Floriano; oppure con l'auto  seguendo le indicazioni per località Pianezze.
Il monumento ai caduti,  inaugurato nel 1959, si colloca prospetticamente alla conclusione di  viale della Vittoria. Esso fu realizzato dallo scultore trevigiano Toni  Benetton in onore ai caduti delle due Guerre Mondiali. Nella parte  centrale del monumento, sopraelevata mediante una serie di gradoni, si  dipanano le figure in ferro battuto che rappresentano la storia di  Cristo. La semplicità formale delle figure riporta a suggestioni di  stampo medievale.

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Il palazzo Celestino Piva  fu eretto agli arbori del XX secolo, infatti nel 1898 il commendatore  Celestino Piva, all'epoca residente negli Stati Uniti, donò al sindaco  di Valdobbiadene, una cospicua somma di denaro per la costruzione di una  nuova scuola elementare. L'edificio fu progettato dall'ing. Giuseppe  Fassina esso presentava una pianta ad U elevata su un solo piano. Nel  corso del tempo l’edificio subì importanti modifiche conseguentemente  all’evoluzione dell’edilizia scolastica, esso venne alzato di un piano e  nella corte interna venne realizzata una palestra.
Inoltre il palazzo fu inizialmente arredato con le forniture di una  ditta americana che, proprio grazie a questo allestimento, vinse il  primo premio all'Esposizione Universale di Milano del 1906.
Fu destinato a scuola elementare fino al 1967, anno in cui trovò invece  sede l'Istituto Professionale per il Commercio fino al 2001.
Nel recente intervento di recupero non solo si è cercato di restituire  all'immobile l'antico splendore ma soprattutto si è voluto valorizzare  l’originale vocazione culturale del palazzo con una nuova destinazione  d'uso dei locali. L’edificio ospita la Biblioteca Comunale, la sala  consiliare, l’associazione Amici della musica, l'Archivio Comunale,  l'auditorium e alcune altre associazioni, dimostrando di essere quindi  sia sede prestigiosa della vita istituzionale cittadina sia sede delle  realtà associative locali.
Villa dei Cedri sorse  nei primi anni del 1800, come filatoio e residenza della famiglia  Bottoia. Nel 1840, dopo l’arrivo di Pietro Piva, esperto setaiolo  originario di San Martino di Lupari, l’opificio venne restaurato e venne  aggiunta l’ala est. Negli anni successivi l’edificio non fu più in  grado di ospitare i grandi macchinari del filatoio e così l’azienda fu  trasferita presso gli stabili dei Conti di Collalto. L’attuale aspetto  risale ai primi del novecento, quando divenne residenza della famiglia  Piva fino a oltre la metà del secolo. Oggi ospita ogni anno, ad agosto,  l´evento "Calici di stelle" e per molti anni è stata sede, ad inizio  settembre, della "Mostra Nazionale degli Spumanti", la più antica ed  importante rassegna del settore vinicolo. Negli ultimi anni le sue sale  hanno ospitato anche il Presepe artistico di Valdobbiadene che, ad ogni  edizione, cambia il suo aspetto. Molte sono quindi le mostre di genere  vario, le conferenze, i concerti, gli eventi che la villa ha ospitato e  continua ad ospitare. L'edificio è circondato da un vasto parco aperto  al pubblico, all'interno del quale si trova un'area giochi per bambini.
(Si ringrazia Arcangelo Piai per le foto)


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